Moduli FV di seconda generazione

Nel corso del nostro ultimo convegno del 28 Giugno scorso con l’ordine degli Ingegneri di Ascoli Piceno abbiamo affrontato il tema dell’innovazione dei moduli fotovoltaici. Lo abbiamo fatto grazie al contributo del nostro partner Alessandro Soragna di Hanwha Qcells partendo proprio dai prodotti “Qcells”.

Half cut cells

Consiste nel taglio della cella che mantiene la propria tensione costante e ne dimezza la corrente riducendo a ¼ le perdite per effetto joule.

Attenzione al metodo di produzione: alcuni produttori tagliano le celle con filo diamantato, il quale aumenta la possibilità di micro crack futuri.

Bus bar cilindrici

Abbiamo la stessa sezione di conduttore e di conseguenza medesima resistenza elettrica tra il bus bar tradizionale e quello cilindrico.

Le micro ombre su cella ridotte del 75%.

Incremento della riflessione interna e di conseguenza maggiore capacità di conversione.

Possibilità di incrementare il numero di busbar e di conseguenza la conducibilità

Power reflector

I fotoni di luce vengono riflessi all’ interno del modulo senza fuoriuscire o attraversare la cella mentre la passivazione superficiale e i contatti locali annullano la ricombinazione. Ne consegue un aumento del rendimento nello spettro dell’infrarosso (rendimento maggiore ad irraggiamento indiretto).

Tecnologia Bifacciale


Consiste nel drogaggio passivante sia superiore che inferiore della cella. Quest’ultima è in grado di trasformare energia anche nella parte inferiore utilizzando la luce riflessa dal suolo.
E’ necessario prestare attenzione al dimensionamento dell’impianto perché per attivare l’effetto bifacciale si necessita di altezza minima dal suolo. Occorre prestare attenzione al dimensionamento inverter.

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