Autoconsumo delle “comunità energetiche”: a beneficiarne saranno i condomini

Fino ad oggi, la legislazione italiana consentiva l’utilizzo dell’energia prodotta solo al titolare dell’impianto fotovoltaico. Ora, nel decreto Milleproroghe è stato inserito un emendamento che promuove l’autoconsumo delle “comunità energetiche”: d’ora in poi anche i condomini potranno installare pannelli sui tetti e dividere l’elettricità prodotta tra tutte le famiglie.

Autoconsumo delle “comunità energetiche”

Anche in Italia, come avviene già in altri paesi europei, potranno a nascere a breve le comunità energetiche: gruppi di cittadini, condomini dello stesso palazzo, commercianti o piccoli imprenditori dello stesso distretto potranno investire tutti insieme in un impianto fotovoltaico o eolico e dividere tra loro l’energia così prodotta. Energia che potrà essere “autoconsumata”, ma anche immessa nella rete o immagazzinata negli accumuli per essere utilizzata successivamente.

Un condominio può decidere di installare pannelli fotovoltaici sul tetto; l’elettricità che se ne ricava potrà essere distribuita tra tutte le famiglie. Lo stesso per un gruppo di negozianti di un centro commerciale o di piccoli imprenditori di una zona industriale.

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Emendamento al decreto Milleproroghe

Con un emendamento al decreto Milleproroghe, l’Italia recepisce finalmente la direttiva europea della fine del 2018 sulla “promozione dell’uso di fonti rinnovabili“. Il decreto deve essere convertito e, al momento, è in discussione alla Camera. Ma l’accordo bipartisan dovrebbe garantire senza problemi la sua approvazione.

Tra i promotori dell’iniziativa troviamo Legambiente e l’associazione Italia Solare.

L’emendamento specifica che si tratta di una “fase sperimentale”, nella quale sarà possibile – per il momento – installare impianti che non superino i 100 kw di potenza “taglia congruente con la realizzazione delle configurazioni a bassa tensione”. E’ previsto, inoltre, l’obbligo di individuare un responsabile “del riparto dell’energia condivisa, fermo restando che il calcolo dell’energia condivisa è effettuato dal gestore della rete sulla base della lettura dei contatori di emissioni e prelievo”.

Si prevedono “strumenti di incentivazione necessari per la realizzazione della configurazione di autoconsumo multiplo”. Non sarà possibile cumularli con gli incentivi previsti per chi fa “scambio sul posto”, cioè immette energia in rete. Gli incentivi, che dovranno essere definiti con un successivi provvedimenti, riguardano solo l’autoproduzione o i sistemi di accumulo.

 

Fonte: larepubblica.it

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