E-mobility: incentivi per le colonnine di ricarica

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Dal 2035 diremo addio alle auto con motore diesel e benzina per lasciare spazio a quelle elettriche. L’obiettivo dell’Unione Europea, infatti, è ridurre in maniera significativa le emissioni inquinanti di CO2.

Il tema della mobilità elettrica è stato analizzato durante il “3° Osservatorio Mobilità e Sicurezza” organizzato da Continental Italia, in collaborazione con l’istituto di ricerca Euromedia Research e di Kearney. Fotografa la situazione della società italiana, incuriosita dall’elettrico, ma ancora poco informata. I più propensi al cambiamento sono i giovani, mentre le generazioni più anziane, con il potere di acquisto maggiore, sono più ostili alla svolta. Solo un italiano su 8 ha provato a guidare una Bev (Battery Electric Vehicle).

In questo articolo andremo ad approfondire gli incentivi per le colonnine di ricarica, sia a livello nazionale che regionale.

Alcuni Dati

Il mercato italiano delle auto elettrificate mostra un trend molto positivo. Il 2020 si è chiuso con un +204% di auto pure elettriche (BEV) immatricolate e un +320% per le ibride plug-in (PHEV). Analizzando i dati relativi di gennaio-settembre 2021, la vendita continua a mostrare tassi di crescita notevoli, rispettivamente +250% e +450%. Anche l’infrastruttura  di ricarica sta crescendo con tassi simili. Nel 2020 si è registrato un tasso di crescita del 40% annuo (che corrispondono a 5.600 punti di ricarica in più).

Che cosa dobbiamo attenderci in Italia da qui al 2030? Stando a quanto delineato dall’Osservatorio Smart Mobility Report 2021 pubblicato dal Politecnico di Milano (Energy & Strategy Group), ci sarà una forte crescita dei veicoli elettrici già entro il 2025, e ancora più marcata tra il 2025 e il 2030, ma con una forbice che va dai 4 agli 8 milioni di mezzi circolanti elettrici (oltre il 20% del totale) a seconda di quali iniziative si metteranno in campo.

Incentivi per le colonnine di ricarica a livello nazionale e regionale

> DETRAZIONE 50%

L’art. 16-ter del DL 4 giugno 2013 n. 63 prevede che per l’acquisto, l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici e l’eventuale incremento della potenza disponibile (fino ad un massimo di 7 kW), possa essere riconosciuta la detrazione d’imposta del 50%, ripartita in 10 quote annuali di pari importo, con un ammontare complessivo massimo di 3.000€. I sistemi che accedono alla detrazione devono essere di potenza standard e non accessibili al pubblico.

>> SUPERBONUS 110%

Il Decreto Rilancio (DL n. 34 del 2020) con l’introduzione del Superbonus 110% prevede che, a determinate condizioni e limiti di spesa, in abbinamento a un intervento “trainante”, l’acquisto e l’installazione di sistemi di ricarica possano usufruire della detrazione fiscale del 110% in 5 anni (o in 4 anni se le spese sono sostenute nel 2022) oppure usufruire dello sconto in fattura.

I limiti di spesa per i sistemi di ricarica sono così definiti:

  • 2.000€ per gli edifici unifamiliari e unità plurifamiliari funzionalmente indipendenti (tipicamente le “case a schiera”);
  • 1.500€ per gli edifici plurifamiliari o condomini che installino fino ad 8 colonnine;
  • 1.200€ per gli edifici plurifamiliari o condomini che installino più di 8 colonnine.

La super detrazione si applica ad un solo sistema di ricarica per unità immobiliare alle stesse condizioni previste dal DL n.63 (di potenza standard e non accessibili al pubblico).

LEGGI ANCHE: “CONSIGLI UTILI PER CHI VUOLE BENEFICIARE DEL SUPERBONUS

>>> AUMENTO GRATUITO DI POTENZA IN PRELIEVO

L’Autorità ARERA, con delibera 541/2020 ha istituito dal 01 luglio 2021 al 31/12/2023 la possibilità di richiedere l’aumento gratuito della potenza in prelievo fino a 6,05 kW nelle fasce orarie notturne e festive per i clienti allacciati in Bassa Tensione (BT). Le fasce orarie definite notturne e festive vanno dalle ore 00 alle 07 e dalle 23 alle 24 dal lunedì al sabato e tutte le 24 ore nei giorni di domenica e festivi.

Si accede con domanda al GSE a patto che il sistema di ricarica rispetti determinati requisiti (ad esempio la possibilità di ricevere comandi dal distributore elettrico, di misurare la potenza e trasmettere il dato, ect.) e che la connessione sia di potenza non superiore a 4,5 kW.

ARERA stima che il risparmio medio per le utenze, a seconda dei casi, possa variare tra 60 e 200 euro all’anno.

Ricarica solare

Fonte: Guida E-mobility Vpsolar

Impianto solare fotovoltaico  + auto elettrica  = mobilità impatto zero. Ipotizzando di utilizzare tutta l’energia prodotta in un anno da un impianto FV, basterebbe solo 1 kWp fotovoltaico per percorrere circa 9.000 km. Alcuni prodotti per la ricarica consentono realmente di ricaricare l’auto elettrica utilizzando esclusivamente l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico: solo quando la potenza prodotta è in esubero rispetto ai consumi dell’utenza e senza prelevare dalla rete si ricarica l’auto, anche tenendo conto delle previsioni meteo. Se le condizioni non sono tali da raggiungere la carica voluta, il sistema potrà avere accesso all’energia prelevandola dalla rete.

LEGGI ANCHE: “COME SCEGLIERE LE COLONNINE DI RICARICA PER VEICOLI ELETTRICI

Fonti:

  • 3° Osservatorio Mobilità e Sicurezza- Continental Italia, Euromedia Research e Kearney,
  • Osservatorio Smart Mobility Report 2021 – Politecnico di Milano (Energy & Strategy Group)
  • Guida E-mobility Vpsolar

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