Piano Transizione 5.0: un’analisi approfondita per le aziende

Piano Transizione 5.0: un’analisi approfondita per le aziende

Piano Transizione 5.0: un'analisi approfondita per le aziende - 4 energy

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta un’importante opportunità per le aziende italiane di abbracciare la digitalizzazione e la green economy. Tuttavia, come ogni misura complessa, presenta sia aspetti positivi che negativi, che andrebbero valutati con attenzione prima di intraprendere qualsiasi investimento.

In questo articolo, approfondiremo i pro e i contro del Piano Transizione 5.0, offrendoti una panoramica completa per prendere decisioni informate.

Cosa favorisce la misura?

La misura favorisce due tipologie di interventi:

  • Come evento trainante favorisce gli investimenti in beni strumentali che riducono i consumi energetici 
  • Come evento trainato favorisce la possibilità di installare l’impianto fotovoltaico o di potenziare quelle esistente con il requisito di installare moduli prodotti nell’unione europea

Vantaggi e debolezze del Piano Transizione 5.0

Passiamo in rassegna i vantaggi nonché i punti di debolezza della misura: la possibilità di ottenere un credito d’imposta variabile. Questo credito d’imposta è legato al risparmio energetico conseguito, alla classe di investimento effettuato e alla tipologia di moduli Made in UE utilizzati. 

Nello specifico, la condizione è che si raggiunga una riduzione dei consumi energetici sull’unità produttiva di pari almeno al 3% o al 5%, se calcolate sul processo interessato dall’investimento. Sono previste maggiorazioni nel caso in cui il risparmio energetico sia superiore alle percentuali minima richieste.

Se ci soffermiamo nella prima classe di investimenti fino a 2.5 milioni di euro la misura del credito d’imposta è pari al 35%. 

Pertanto, in presenza di moduli prodotti nell’Unione Europea con efficienza pari ad almeno il 21,5%, l’impianto fotovoltaico avrebbe un beneficio di un credito d’imposta del 35%.

Criticità dei costi e dell’amministrazione

Ma non ci possiamo fermare qui, occorre fare una considerazione. L’installazione di tale tipologia di moduli rispetto a quelli non prodotti nell’Unione Europea, determina un maggior costo dell’impianto fotovoltaico di circa il 20%. Ciò riduce il vantaggio del credito di imposta al 15%. Considerando gli adempimenti amministrativi, i costi da sostenere per gli orari professionali, i rischi legati alla verifica del credito d’imposta, è davvero conveniente tale agevolazione? 

Quindi cosa fare? Una soluzione sarebbe quella di investire solo nell’impianto fotovoltaico. In questo modo non si avranno incentivi, crediti d’imposta e rischio di incappare nei lunghi iter burocratici ed eventuali accertamenti fiscali sull’utilizzo dei crediti d’imposta.

Massimo risparmio energetico con moduli ad alta efficienza

Per interventi ad alta efficienza si può conseguire un credito d’imposta del 63% che, al netto di maggiori costi, si traduce in un credito di imposta reale del 35%. Ciò avviene in presenza del massimo risparmio energetico dell’intervento trainante e di moduli composti da celle bifacciali a etero giunzione di silicio o tandem. Devono però avere un’efficienza di cella almeno pari al 24%.

Tale misura risulta avere un reale vantaggio di credito d’imposta in presenza di moduli che conservano 140% di premio come credito d’imposta. 

 Prospettive sulle tempistiche di attuazione del Piano Transizione 5.0

In questo momento, in attesa dei decreti attuativi, si è creata una fase di stallo nella quale le imprese hanno rimandato i propri investimenti.

La necessità di dover installare moduli Made in UE con specifiche caratteristiche determinerà un collo di bottiglia nella disponibilità dei prodotti. Ma non solo, anche incertezze sul prezzo e i tempi di approvvigionamento. Considerando che gli impianti fotovoltaici dovranno essere allacciati alla rete entro il 30 giugno del 2026 i tempi non sono poi così lunghi. Inoltre, allo stato attuale, esiste solo un’azienda che produce moduli fotovoltaici con le caratteristiche tecniche per accedere al premio del 140% del credito d’imposta. Una strada non priva di imprevisti per chi vuole cogliere questa opportunità.

Il fattore chiave della misura Industria 5.0 sarà senza dubbio rappresentata dal fornitore dei servizi relativi la parte energetica. Questa figura avrà la capacità di stabilire a priori il risparmio energetico conseguito grazie all’investimento in beni strumentali.  

La nostra proposta per l’industria 5.0

Noi di 4 Energy offriamo un servizio preliminare per valutare la fattibilità dell’investimento, misurare e attestare il risparmio energetico. Nello specifico guidiamo il cliente con tutti i servizi necessari:

  • Attività di misurazione e attestazione del risparmio contributo tramite un EGE;
  • Gestione di tutta la documentazione necessaria per l’accesso alla misura tramite portale del GSE;
  • Progettazione e realizzazione chiavi in mano dell’impianto fotovoltaico con l’utilizzo di moduli fotovoltaici che possono assicurare il massimo vantaggio fiscale. 

Per cogliere al meglio le opportunità offerte dal Piano Transizione 5.0, è essenziale pianificare dettagliatamente l’investimento e rispettare le tempistiche. È importante assicurarsi che tutti i requisiti tecnici e amministrativi siano soddisfatti.

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