Revamping e Repowering: nuove FAQ dal GSE

Revamping e repowering sono due operazioni essenziali per gli impianti fotovoltaici. La loro attuale vita media, infatti, si attesta sugli 8 – 10 anni. Quindi la manutenzione degli stessi risulta essere vitale ai fini del mantenimento dell’impianto in buona salute. In questo articolo riportiamo i numerosi quesiti pervenuti al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) in merito. Le risposte fornite sono antecedenti alla pubblicazione, avvenuta il 26 maggio 2021, della versione aggiornata delle Istruzioni Operative RAEE. Fonte: Italia Solare.

Sostituzione di moduli fotovoltaici e/ inverter

Norme sui moduli fotovoltaici per Revamping. Quale versione è compatibile?
“In assenza di maggiori dettagli, si sottolinea in via generale che, come specificato dalle Procedure “Impianti fotovoltaici in esercizio – Interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico”, redatte ai sensi del DM 30 giugno 2016 (nel seguito, Procedure ai sensi del DM 23 giugno 2016) e pubblicate sul sito internet del GSE, nel caso di interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico realizzati su impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia, di norma i moduli fotovoltaici installati in sostituzione devono essere nuovi o rigenerati e conformi ai requisiti previsti dal V Conto Energia”.

Per un revamping si deve effettuare in SIAD la domanda preventiva al GSE?
“È facoltà del Soggetto Responsabile richiedere una valutazione di fattibilità tecnica preliminare al GSE, in particolare per installazioni che adottano soluzioni realizzative particolarmente complesse e tecnologicamente avanzate. Per ogni ulteriore dettaglio si consiglia di consultare le Procedure ai sensi del DM 30 giugno 2016 pubblicate sul sito internet del GSE”.

Quali sono le operazioni da fare in caso di sostituzione di un inverter per un impianto del 2° conto energia?
“Nel caso di sostituzione di un inverter, tale intervento si configura come “significativo” e, quindi, è necessario compilare e trasmettere al GSE il questionario GEI-FTV nell’applicativo SIAD (Sistema Informativo per l’Acquisizione Dati), unitamente alla documentazione prevista per lo specifico intervento, dettagliata nelle Procedure ai sensi dell’art. 30 del DM 23 giugno 2016.
Per maggiori informazioni si invita a consultare la seguente documentazione:
– il Manuale Utente “SIAD – Sistema Informativo per Acquisizione Dati”;
– la “Guida alla compilazione del questionario GEI-FTV per comunicazioni relative a interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico su impianti fotovoltaici in esercizio”.

Mantenendo il generatore FV e, quindi, la potenza installata in kWp, se sostituisco l’inverter di quanto può variare la potenza di uscita AC del nuovo inverter rispetto al precedente?
“Nel caso di intervento di manutenzione/ammodernamento, gli inverter installati in sostituzione devono rispettare le norme di settore e quanto previsto dalle Delibere dell’ARERA in materia di connessione degli impianti e dai Gestori di Rete nei propri regolamenti di esercizio. Si specifica inoltre che la potenza elettrica di riferimento per la verifica, a titolo di esempio, del rispetto delle soglie percentuali di incremento ammissibili ai sensi dell’art. 30 del DM 23 giugno 2016, è la potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell’impianto, determinata dalla somma delle singole potenze nominali di ciascun modulo fotovoltaico facente parte dell’impianto”.

Per impianto nel 4° CE con tariffa maggiorata per componenti europei, osso cambiare l’inverter con uno non EU, pur mantenendo almeno il 60% di tutti i componenti (i pannelli da soli rappresentano il 75%) oppure devo mantenere il 100% iniziale?
“Qualora i componenti oggetto di sostituzione abbiano concorso al riconoscimento della maggiorazione prevista dal quarto Conto Energia per l’installazione di componenti di provenienza da un Paese membro dell’Unione Europea o parte dell’Accordo sullo Spazio Economico Europeo, è necessario che i componenti di nuova installazione possiedano i medesimi requisiti. Qualora ciò non venga garantito, l’intervento di sostituzione comporta la riduzione delle tariffe incentivanti inizialmente riconosciute per una quota pari all’intera maggiorazione inizialmente riconosciuta”.

Sostituzione di strutture fisse con inseguitori

Quali sono i passaggi burocratici necessari per “revampare” un impianto fisso passando a uno a inseguimento senza perdere la tariffa incentivante?
“È possibile modificare la tipologia di struttura di sostegno dei pannelli, da fisso a inseguimento (mono/biassiale), fermo restando la verifica del rispetto dei requisiti previsti dallo specifico Decreto “Conto Energia” e della validità dei titoli autorizzativi. Sono inoltre ammissibili interventi di di repowering che prevedano incrementi di potenza mediante interventi c.d. di potenziamento non incentivato, a condizione che vengano rispettate le condizioni dettagliatamente riportate nelle Procedure pubblicate dal GSE ai sensi del DM 23 giugno 2016. Si ricorda che entro 60 giorni dall’avvenuta realizzazione dell’intervento è necessario inviare apposita comunicazione al GSE, secondo quanto indicato nelle Procedure ai sensi dell’art. 30 del DM 23 giugno 2016. È facoltà del Soggetto Responsabile richiedere una valutazione di fattibilità tecnica preliminare al GSE, in particolare per installazioni che adottano soluzioni realizzative particolarmente complesse e tecnologicamente avanzate”.

Sostituzione con moduli bifacciali

È ammesso il revamping con moduli bifacciali di un impianto incentivato in conto energia?
“In caso di interventi di ammodernamento realizzati su impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia è possibile utilizzare moduli bifacciali, in quanto i Decreti di riferimento non prevedono limitazioni tecnologiche all’impiego di moduli fotovoltaici bifacciali. Per ulteriori dettagli si consiglia di consultare le FAQ pubblicate recentemente dal GSE in materia (KB0014794, KB0014795)”.

Accumulo e infrastrutture di ricarica

Vorrei fare il revamping di un impianto di 100 kW (Conto Energia 2° + ampliamento Conto Energia 4°), implementando contestualmente un parziale storage e una colonnina per ricarica auto elettriche, chiaramente senza perdere i contributi GSE.
“Si consiglia di consultare le Procedure ai sensi del DM 23 giugno 2016 e le “Regole tecniche per l’attuazione delle disposizioni relative all’integrazione di sistemi di accumulo di energia elettrica nel sistema elettrico nazionale ai sensi della deliberazione 574/2014/R/eel e s.m.i (revisione di gennaio 2021)”.

Variazione POD

È possibile in fase di revamping cambiare il codice POD dell’impianto?
“È possibile effettuare interventi che comportino la variazione del codice POD, purché lo stesso rimanga unico e non condiviso con altri impianti fotovoltaici per tutta la durata del periodo di incentivazione. Si ricorda inoltre che la l’assegnazione di un eventuale nuovo codice POD ovvero la modifica di connessione è in capo al Gestore di Rete competente e a Terna. La suddetta modifica deve essere comunicata al GSE secondo le modalità definite all’interno delle Procedure pubblicate dal GSE ai sensi del DM 23 giugno 2016”.

Potenziamento

Il GSE deve autorizzare il repowering di un impianto (ad esempio, si passa da una potenza incentivata di 2 MW a una potenza complessiva di 3 MW, di cui 2 MW rimangono incentivati)?
“Fermo restando la verifica del rispetto dei requisiti previsti dallo specifico Decreto “Conto Energia”, sono ammissibili interventi di repowering che prevedano incrementi di potenza mediante interventi c.d. di potenziamento non incentivato, a condizione che vengano rispettate le condizioni dettagliatamente riportate nelle Procedure ai sensi del DM 23 giugno 2016. Resta inteso l’onere da parte del SR di ottenere, da parte degli enti competenti, tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’intervento”.

In un POD autorizzato per una potenza in immissione di 900 kW e su cui è stato realizzato un fotovoltaico molto più piccolo incentivato con uno degli ultimi conti energia, ora si vorrebbe realizzare anche un secondo impianto fotovoltaico. Con quale forma può essere connesso, sfruttando lo stesso POD (FER, SSP, RID, …)?
“Fermo restando la verifica del rispetto dei requisiti previsti dallo specifico Decreto “Conto Energia” e della validità dei titoli autorizzativi, sono ammissibili interventi di sostituzione moduli (Revamping) nel rispetto delle seguenti soglie percentuali di incremento del valore della potenza elettrica nominale dell’impianto:
– fino al 5%, per gli interventi su impianti con potenza nominale non superiore a 20 kW;
– fino all’1%, per gli interventi su impianti con potenza nominale superiore a 20 kW.

Sono altresì ammissibili anche interventi, regolarmente autorizzati, di Repowering che prevedano incrementi di potenza superiori alle suddette soglie, mediante interventi c.d. di potenziamento non incentivato, a condizione che vengano rispettate le condizioni dettagliatamente riportate nelle Procedure ai sensi del DM 23 giugno 2016, specificatamente nel paragrafo 2.7.
Per i meccanismi di incentivazione disciplinati dal DM 4 luglio 2019 (c.d. DM FER-1), un impianto avente la configurazione sopra descritta (nuovi moduli connessi nel medesimo POD di un impianto esistente) non è identificabile come impianto di “nuova costruzione” realizzato con componenti di nuova costruzione. Pertanto, per un impianto avente tale configurazione non è possibile accedere agli incentivi ai sensi del DM2019.”

Possibilità di revamping/repowering (fino a quanta potenza/producibilità in più?) e possibilità di vendere l’energia sul mercato.
“Sono ammissibili interventi di sostituzione moduli (revamping) nel rispetto delle seguenti soglie percentuali di incremento del valore della potenza elettrica nominale dell’impianto:
– fino al 5%, per gli interventi su impianti con potenza nominale non superiore a 20 kW;
– fino all’1%, per gli interventi su impianti con potenza nominale superiore a 20 kW.

Sono altresì ammissibili anche interventi, regolarmente autorizzati, di Repowering che prevedano incrementi di potenza superiori alle suddette soglie, mediante interventi di c.d. potenziamento non incentivato, a condizione che vengano rispettate le condizioni dettagliatamente riportate nelle Procedure pubblicate dal GSE ai sensi del DM 23 giugno 2016.
In caso di interventi di Revamping la possibilità o meno di poter vendere l’energia sul mercato è vincolata dalla tipologia di regime incentivante riconosciuto per l’impianto (tariffe in Conto Energia); ad esempio, le tariffe omnicomprensive riconosciute ai sensi del V CE a impianti di potenza nominale fino a 1 MW sono alternative ai benefici dello Scambio sul Posto, del Ritiro Dedicato ovvero della cessione al mercato”.

Se si aggiungono kW a un impianto già esistente si deve creare un nuovo POD?
“Fermo restando la verifica del rispetto dei requisiti previsti dallo specifico Decreto “Conto Energia” e della validità dei titoli autorizzativi, sono ammissibili interventi di sostituzione moduli (Revamping) nel rispetto delle seguenti soglie percentuali di incremento del valore della potenza elettrica nominale dell’impianto:
– fino al 5%, per gli interventi su impianti con potenza nominale non superiore a 20 kW;
– fino all’1%, per gli interventi su impianti con potenza nominale superiore a 20 kW.
Sono altresì ammissibili anche interventi, regolarmente autorizzati, di Repowering che prevedano incrementi di potenza superiori alle suddette soglie, mediante interventi c.d. di potenziamento non incentivato, a condizione che vengano rispettate le condizioni dettagliatamente riportate nelle Procedure ai sensi del DM 23 giugno 2016, specificatamente nel paragrafo 2.7″.

Costi di istruttoria

I costi di istruttoria previsti in caso di sostituzione di componenti principali con quali tempistiche vengono fatturati? Il GSE procede con una compensazione di tali costi con i pagamenti previsti dalla convenzione?
“I costi di istruttoria previsti dal DM 24 dicembre 2014 vengono fatturati dal GSE una volta concluso l’iter amministrativo della valutazione dello specifico intervento significativo di manutenzione e ammodernamento tecnologico comunicato”.

Smaltimento dei componenti dismessi o venduti/ceduti a terzi

Vorrei avere delle informazioni più approfondite sullo smaltimento dei moduli, e sul principio operativo che ne regolare la procedura.
“Per quanto concerne i moduli fotovoltaici installati in impianti incentivati ai sensi dei Decreti “Conto Energia” è possibile consultare il documento “Istruzioni Operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” (nel seguito, Istruzioni Operative RAEE), pubblicate dal GSE ad aprile 2019. Il riferimento normativo principale per lo smaltimento dei RAEE fotovoltaici è il D.lgs. 49/2014 e s.m.i”.

Come gestire lo smaltimento o la vendita a terzi dei pannelli sostituiti in un vecchio impianto fotovoltaico?
“In caso di smaltimento dei moduli fotovoltaici, ai fini dell’assolvimento degli obblighi previsti in materia di fine vita, è necessario presentare la documentazione prevista nelle Istruzioni Operative RAEE. Per impianti di tipologia professionale, la documentazione da trasmettere è riportata nel paragrafo 4.4.2 delle predette Istruzioni Operative, mentre per impianti di tipologia domestica è necessario consultare il paragrafo 4.3.2. È possibile inoltre consultare le specifiche FAQ pubblicate in materia sul sito del GSE (rispettivamente KB0012092 e KB0012093). In caso di vendita a soggetti terzi, è necessario trasmettere copia della fattura di vendita dei moduli fotovoltaici.”

I moduli fotovoltaici rimossi da un impianto incentivato possono essere riutilizzati e installati in un impianto connesso in grid parity? Se sì, quale documentazione deve essere trasmessa al GSE in fase di comunicazione SIAD?
“Nel caso in cui i moduli rimossi vengano venduti per utilizzo presso un altro impianto, è necessario che lo stesso non benefici di meccanismi di incentivazione. In tal caso, nell’ambito della comunicazione da inviare tramite SIAD, è necessario trasmettere copia della fattura di vendita dei moduli fotovoltaici”.

In seguito a un’attività di Revamping inverter, nel caso tutti o parte degli inverter rimossi fossero idonei al riutilizzo e dunque stoccati in magazzino per un futuro utilizzo come muletto o semplicemente per sfruttare le componenti in esso contenute, quale documentazione va consegnata al GSE non essendoci uno smaltimento?
“Nel caso in cui il componente non venga considerato rifiuto di apparecchiatura elettrica ed elettronica, è possibile stoccarlo come componente di scorta da usare per future sostituzioni nell’ambito dello stesso impianto. In tal caso è necessario indicare il luogo di conservazione del componente”.

Smaltimento moduli e inverter impianti industriali (≥ 10 kW) ante D.lgs. 49/2014: chi sono i consorzi “obbligati” al ritiro?
“Il RAEE fotovoltaico professionale, ossia il pannello installato in impianti di potenza nominale uguale o superiore a 10 kW, deve essere conferito dal Soggetto Responsabile – per il tramite di un sistema individuale o collettivo, di soggetti autorizzati per la gestione dei codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) o di un trasportatore – a un impianto di trattamento autorizzato. A tal riguardo si consiglia di consultare le Istruzioni Operative RAEE”.

Trattenimento/restituzione delle quote RAEE

Impianti del IV Conto Energia (connessi 2011) che non abbiano già versato al Consorzio, possono iscriversi a un Consorzio, versare e poi farsi sospendere le trattenute?
“Nella prossima versione delle Istruzioni operative RAEE verrà recepito e disciplinato quanto previsto dal D.lgs. 118/2020 in relazione alla possibilità di iscrizione e garanzia dei moduli fotovoltaici presso uno dei Sistemi Collettivi qualificati dal Ministero della Transizione Ecologica (già MATTM)”.

Relativamente al documento “Istruzioni operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati” (aprile 2019), si chiede se, nell’ambito del trattenimento delle quote RAEE, il GSE restituisca gli importi trattenuti anche se l’impianto e relativi pannelli verranno dismessi successivamente al termine del periodo di incentivazione, anche 10 anni dopo (previa verifica del corretto smaltimento).
“Gli importi a garanzia, trattenuti ai sensi dell’art. 40 del D.lgs. 49/2014, verranno restituiti al Soggetto Responsabile esclusivamente al termine della vita utile dell’intero impianto, una volta espletati tutti gli adempimenti in materia di smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche”.

Rettifica elenchi dei moduli fotovoltaici

Se ci troviamo a dover intervenire nella sostituzione di pannelli fotovoltaici e, all’atto della pratica SIAD oppure a seguito della verifica da parte del GSE, ci si accorge che i codici dei pannelli in impianto non corrispondono a quelli dichiarati al GSE, come si può risolvere questa problematica (senza dover sollevare tutti i pannelli)?
“Nel caso di un intervento di manutenzione/ammodernamento, oltre a inviare gli elenchi dei nuovi moduli installati e dei corrispondenti sostituiti, è necessario verificare che le informazioni presenti sul portale “Gestione componenti di impianto e Quote RAEE” siano corrette.
Qualora dall’analisi degli elenchi emerga la necessità di rettificare dati già forniti, è necessario fornire opportuna comunicazione al GSE allegando alla documentazione relativa all’intervento di ammodernamento tecnologico una relazione esplicativa e le informazioni corrette, così da consentire l’aggiornamento dei dati relativi all’impianto.
La necessità di comunicare la rettifica dei dati (matricole dei moduli fotovoltaici) resta valida anche in assenza di interventi di manutenzione significativi realizzati sull’impianto”.

Superbonus

Potenziamenti in Superbonus di impianti in Conto Energia: chiarire come aggiornare le convenzioni SSP (o le tariffe omnicomprensive in caso di Quinto Conto Energia).
“Si rimanda all’articolo pubblicato nel Portale Supporto del GSE“.

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