Rimozione amianto? Oggi è possibile usufruire degli incentivi fiscali

Pericolo AMIANTO!

L’amianto è stato un materiale largamente adoperato nell’edilizia, per coperture di edifici e capannoni, ma anche per oggetti di uso quotidiano. La sua elevata resistenza lo ha reso un ottimo additivo per il cemento (cemento-amianto, comunemente noto come eternit) o per vernici. La polvere di amianto costituisce un danno per l’uomo. Classificata tra le sostanze cancerogene, in seguito all’inalazione, può provocare cancro o malattie respiratorie. Purtroppo, non si è ancora arrivati a una rimozione completa da tutti gli edifici.

Incentivi per la rimozione dell’amianto

La presenza dell’amianto costituisce un pericolo per la nostra salute. Spesso i costi di smaltimento hanno frenato le operazioni di bonifica di interi complessi. Oggi per sostituire l’amianto con pannelli fotovoltaici, è possibile usufruire degli incentivi fiscali. 

Bonus amianto

Il bonus amianto è un’agevolazione prevista dal decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato il 17 ottobre 2016 in Gazzetta Ufficiale che consente a tutti i titolari di redditi d’impresa di ottenere un credito d’imposta al 50% sui costi dei lavori di bonifica amianto e smaltimento su beni e strutture nello Stato. Per cui tale credito spetta a tutte le imprese a prescindere dal regime contabile e dalla natura giuridica.

Spese ammesse per la rimozione dell’amianto

Amianto

I lavori di rimozione eternit e smaltimento amianto, devono rientrare tra i lavori ammessi, individuati dal relativo decreto.

Le spese ammesse al credito d’imposta pari al 50% sono le spese per la rimozione amianto – eternit e le spese per lo smaltimento dell’amianto di: lastre di amianto piane o ondulate; coperture in eternit; tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, a uso civile e industriale in amianto; sistemi di coibentazione industriale in amianto; coperture e manufatti di beni e strutture produttive.

Sono ammessi, con limitazioni, anche le spese di consulenza professionale effettuata per smaltire l’amianto. Queste fruiscono di uno sconto fino al 10% per un importo massimo di 10mila euro totali.

Spese non ammesse per la rimozione dell’amianto

Le spese sostenute per gli interventi successivi alla bonifica amianto (come ad esempio il successivo rifacimento delle coperture) non sono ammesse al credito d’imposta pari al 50% ma ad altre detrazioni fiscali come la Detrazione Ecobonus del 65% (se si procede poi con l’isolamento della copertura su cui è stato rimosso l’amianto) e la Detrazione del 50% ristrutturazioni.

Come funziona il bonus amianto

I lavori di rimozione e smaltimento devono essere effettuati nel corso del 2017, 2018 e 2019.

Il limite massimo di spesa è di 400.000 euro complessivi. Il limite minimo del singolo progetto è di 20.000 euro.

Tale bonus va suddiviso in 3 quote annuali di pari importo, non rilevanti ai fini Ires e Irap. L’impresa dovrà indicare la quota a partire dalla dichiarazione dei redditi successiva alla effettuazione dei lavori e le altre due nelle successive dichiarazioni ma solo dopo la verifica dei requisiti da parte del Ministero dell’Ambiente e la conseguente accettazione della domanda.

Per usufruirne, i titolari del reddito d’impresa possono presentare, per via telematica, un’apposita domanda al Ministero dell’Ambiente entro la scadenza del bonus amianto.

La domanda, firmata dal legale rappresentante, deve indicare:

  1. il costo complessivo dei lavori;
  2. l’ammontare delle singole spese e del credito d’imposta richiesto;
  3. la dichiarazione di non aver già goduto di altre agevolazioni per le stesse voci di spesa.

I documenti da allegare alla domanda bonus amianto sono:

  • il piano di lavoro di ciascuna bonifica amianto presentato all’Asl competente;
  • la comunicazione fine lavori alla Asl con la relativa documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dell’amianto in discarica autorizzata e l’eventuale certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati redatta da Asl;
  • i documenti fiscali attestanti le spese sostenute: fatture, quietanze, bonifici, ricevute, etc;
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per gli altri aiuti “de minimis” qualora fruiti nei 2 anni precedenti a quello in corso.

Le domande saranno accettate fino all’esaurimento del limite di spesa. Una volta inviata la domanda, entro 90 giorni, il Ministero farà sapere all’impresa l’esito della richiesta. Se positiva, comunicherà l’importo spettante.

Ottenuto il bonus amianto, il credito può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

 

FONTE: theitaliantimes.it

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