Sai leggere la bolletta elettrica domestica? Il primo passo per iniziare a risparmiare

bolletta della luce

La bolletta elettrica domestica, nonostante gli sforzi dei fornitori per renderla più trasparente, rimane ancora per molti un documento incomprensibile. Non tutti conoscono a fondo come è strutturata una bolletta elettrica e, nella maggior parte dei casi, si ha difficoltà a comprenderne costi e voci.

Eppure, comprendere da dove provengono le varie voci di costo che la compongono è il primo passo per capire quali sono i nostri consumi reali e iniziare a risparmiare sulla spesa della luce. Vediamo nel dettaglio quali sono le voci principali e a cosa corrispondono.

risparmio in bolletta

Struttura della bolletta elettrica domestica

La bolletta luce può risultare complicata senza una facile guida. Ecco una spiegazione chiara e semplice per imparare a leggere la bolletta della luce.

In generale, la bolletta è composta da 3 voci principali: “Spesa per la materia energia”, “Spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore” e “Spesa per Oneri di sistema”. Analizziamole nel dettaglio.

bolletta della luce

1) MATERIA ENERGIA 

La spesa per la materia energia rappresenta circa il 40% del totale. Questa voce è composta da costi variabili e costi fissi.

COSTI VARIABILI

Il costo dell’energia della materia prima dipende dal mercato. Questo valore, infatti, può variare da venditore a venditore in base alla proposta commerciale.

Il mercato elettrico è composto dai vari operatori che offrono e acquistano energia in Italia e viene gestito dal GME. Da queste contrattazioni ogni giorno esce il PUN (Prezzo Unico Nazionale) al quale i venditori di energia, ai clienti finali, applicano il loro guadagno e formule commerciali per venderci l’energia (spread).
Le proposte dei venditori possono essere a fasce oppure no a seconda della proposta commerciale: sulla base delle statistiche del mercato e/o della clientela possono offrire costi fissi per un certo periodo, energia gratuita in certi orari ecc…

COSTI FISSI

Nella voce “Spesa per la materia energia”, rientra anche una componente fissa: è il Prezzo di Commercializzazione e Vendita(PCV). All’interno di questa voce il venditore inserisce quelli che sono i suoi costi commerciali per la gestione del cliente (gestione dei dati, invio delle bollette, customer care ecc…).
Il valore medio per questa voce, indicato da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), è di circa 56€ l’anno (9,30€ a bimestre)

2) COSTI PER AVERE L’ENERGIA 

All’interno della voce “Spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore” rientrano tutti i costi che servono a gestire la rete elettrica. Nello specifico, servono a coprire il costo di Trasporto dell’energia (la rete e tutto ciò che serve a far si che l’energia dalle centrali giunga fino al nostro contatore), la misura dell’energia (il contatore, la misurazione e la gestione dei dati) e la qualità dell’energia (tutte le operazioni che servono a mantenere stabile la rete elettrica).

Anche questa voce è composta da costi variabili e costi fissi.

COSTI VARIABILI

I costi variabili relativi alla voce “Costi per avere l’energia” sono riconducibili a kWh per la gestione dei dati e le misure del contatore.

COSTI FISSI

I costi fissi sono, invece, relativi ai costi per la connessione (per la distribuzione) e per il contatore, quindi proporzionali alla potenza del contatore (per il trasporto).

3) ACCISE E ALTRE SPESE VARIE

In quest’ultima voce sono presenti tasse riconducibili a 2 voci principali:

Oneri di sistema: incentivazione della produzione da energie rinnovabili e cogenerazione; coperture per costi di messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale, agevolazioni tariffarie per il settore ferroviario, sostegno alla ricerca di sistema; promozione dell’efficienza energetica ecc…

Accise sull’energia elettrica.

Questi sono tutti costi variabili in base ai kWh di energia prelevata.

Infine c’è l’IVA che per le utenze domestiche è del 10% sull’intero valore della bolletta.

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Come risparmiare in bolletta?

Riducendo i costi variabili grazie ad un impianto che genera energia e la gestisce. Grazie al fotovoltaico e accumulo, infatti, si è in grado di raggiungere un autonomia del 75%.

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Fonte: Sonnen

 

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