Smaltimento pannelli fotovoltaici: i punti da chiarire

smaltimento pannelli fotovoltaici

SMALTIMENTO PANNELLI FOTOVOLTAICI – Comincia la grande era del revamping e del repowering, che vedranno la sostituzione di centinaia di moduli installati nei primi Conti Energia, che risalgono circa a dieci anni fa.

Nei prossimi anni sono migliaia le tonnellate di rifiuti fotovoltaici, in particolar modo i pannelli solari, che dovranno essere convogliate presso gli impianti di trattamento. Questo genera nuove materie prime e finanzia l’intero flusso del sistema di riciclo.

Riciclare correttamente i pannelli dismessi è di primaria importanza in quanto essi vanno considerati come una vera e propria risorsa. In ottica di economia circolare, possono essere destinati al riuso.

Il nuovo Decreto sulla gestione dei Raee

Per rendere la filiera dello smaltimento più semplice, consorzi e forze politiche stanno lavorando alla creazione di pratiche più snelle e trasparenti che avrebbero come conseguenza anche la disincentivazione dell’illegalità. Lo scorso 12 settembre, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 118/2020 relativo ai Raee, entrato poi effettivamente in vigore il 27 settembre, dove si tende verso:

  • l’adozione di pratiche di smaltimento corretto,
  • l’intercettazione di tutti i moduli da smaltire,
  • l’attivazione di controlli su chi opera nella filiera,
  •  l’adozione di un quadro normativo chiaro e ben definito.

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Art. 24 -bis (Razionalizzazione delle disposizioni per i RAEE da fotovoltaico): ecco il testo

  1. Il finanziamento della gestione dei RAEE derivanti da AEE di fotovoltaico è a carico dei produttori indipendentemente dalla data di immissione sul mercato di dette apparecchiature e dall’origine domestica o professionale, fatti salvi gli strumenti di garanzia finanziaria attivati dai produttori per la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici incentivati posti in essere prima della entrata in vigore del presente decreto. Per la gestione dei RAEE derivanti da AEE di fotovoltaico incentivate ed installate precedentemente alla entrata in vigore del presente decreto relativi al Conto Energia, per i quali è previsto il trattenimento delle quote a garanzia secondo le previsioni di cui all’articolo 40, comma 3, i soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici possono prestare la garanzia finanziaria, prevista dal Gestore dei servizi energetici (GSE) nel disciplinare tecnico, nel trust di uno dei sistemi collettivi riconosciuti. Il GSE definisce le modalità operative ed è autorizzato a richiedere agli stessi responsabili degli impianti fotovoltaici idonea documentazione, inoltre con proprie deliberazioni e disciplinari tecnici può provvedere alle eventuali variazioni che si rendessero necessarie dall’adeguamento delle presenti disposizioni per le AEE di fotovoltaico incentivate.
  2. Per i pannelli fotovoltaici immessi sul mercato successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, i sistemi di gestione di cui agli articoli 9 e 10, pe r ciascun nuovo modulo di AEE di fotovoltaico immesso sul mercato, determinano l’importo del contributo ambientale necessario a coprire tutti i costi per la corretta gestione e smaltimento, depositando il relativo importo nel proprio trust. Il trust dovrà avere le medesime tipologie di quelle richieste dal GSE nel disciplinare tecnico.
  3. Limitatamente alle AEE di fotovoltaico incentivate, il GSE verifica che i soggetti ammessi ai benefici delle tariffe incentivate per il fotovoltaico, installino AEE di fotovoltaico immesse sul mercato da produttori aderenti ai predetti sistemi di gestione. Alle spese di funzionamento e gestione del sistema di garanzia trust provvede il sistema collettivo disponente nel limite massimo del 20% dell’importo della garanzia prestata dai soggetti obbligati al finanziamento dei RAEE fotovoltaici».

Contraddizioni? Il mercato chiede chiarezza e trasparenza

Il decreto modifica la direttiva 2006/66/CE relativa ai rifiuti di pile e accumulatori e quella 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; aggiorna inoltre alcuni articoli del decreto legislativo 49/2014 apportando modifiche per la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici.

Esso rafforza il principio di responsabilità del produttore, stabilendo che il finanziamento del Raee sia a carico dei produttori, indipendentemente dalla data di immissione sul mercato e dalla natura domestica o professionale delle apparecchiature.

Le precedenti disposizioni prevedevano il trattenimento di quote destinate alla gestione del fine vita a carico del soggetto che ha acquistato il pannello. L’attuale decreto prevede che il GSE intervenga per adeguare alle nuove indicazioni relative al finanziamento dei Raee lo smaltimento di quei moduli facenti parte di impianti fotovoltaici incentivati fino al 2013, per i quali il contributo di smaltimento veniva trattenuto dallo stesso GSE dalla somma di incentivo erogata al possessore dell’impianto, per poi rimborsarla a quest’ultimo una volta smaltito correttamente il rifiuto.

In attesa di chiarimenti da parte del Ministero, altra contraddizione che emergerebbe nel decreto è quanto previsto al comma 3 del nuovo articolo 24 bis dove a un proprietario di un impianto fotovoltaico viene richiesto di prevedere una garanzia con un esborso economico.

Nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale si legge anche che per la gestione dei Raee derivanti da apparecchiature fotovoltaiche incentivate ed installate precedentemente alla entrata in vigore del decreto stesso “i soggetti responsabili degli impianti fotovoltaici possono prestare la garanzia finanziaria, prevista dal GSE nel disciplinare tecnico, nel trust di uno dei sistemi collettivi riconosciuti”. Ma anche qui ci sono delle criticità. Infatti il distributore di un marchio di pannelli, per la loro corretta gestione a fine vita, è tenuto a versare a uno dei consorzi accreditati una quota di contributo Raee e una di Eco-contributo. Dal 2013, anno in cui sono stati istituiti i trust, tutti gli importi sono autonomamente gestiti dai consorzi che definiscono quanto accantonare in un trust.

Indispensabile una filiera del riciclo chiara, corretta e trasparente

La domanda chiave alla quale si rende necessario trovare risposta in tempi brevi è quale fine facciano effettivamente i moduli ritirati o i componenti di un impianto da smaltire. Nel caso di riuso, occorre chiarire quali siano le procedure da seguire per re-immettere nel mercato un pannello riutilizzabile. Altro aspetto su cui occorre lavorare è quello dei controlli, allo scopo di verificare non solo la congruità di trattamento dei vari pannelli ma anche l’eventuale ingerenza nel percorso di smaltimento di attori poco trasparenti o affidabili. Si rende indispensabile quindi la creazione di una vera e propria filiera del riciclo.

FONTE: Solare B2B

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