Superbonus 110% : domande e risposte

superbonus fotovoltaico

SUPERBONUS 110% – Impianto Fotovoltaico e riqualificazione energetica a costo zero. Abbiamo già ampiamente trattato il tema Superbonus 110%, descritto i consigli utili per chi vuole beneficiarne e dato risposta a tutte le domande più frequenti (FAQ). In questo articolo, vogliamo dare riscontro ad altri quesiti che possono sorgere sugli interventi ammessi, sull’importo detraibile e lo sconto in fattura/cessione del credito.

1. Le aziende possono usufruire del Superbonus?

L’accesso al Superbonus riguarda solo le unità immobiliari non riconducibili ai cosiddetti “beni strumentali”. Quindi, la detrazione spetta sì anche ai contribuenti persone fisiche che svolgono attività di impresa, ma solo se le spese sostenute si riferiscono a lavori effettuati su immobili appartenenti all’ambito privatistico.
Solo nel caso di interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici in condominio, qualora l’impresa partecipi alla ripartizione delle spese in qualità di condòmino, la detrazione spetta a prescindere dal fatto che l’immobile sia bene strumentali alle attività di impresa.

2. I familiari del detentore dell’immobile possono accedere?

Al Superbonus possono accedere anche i familiari e i conviventi del detentore dell’immobile, solo se hanno sostenuto direttamente le spese di intervento e solo sono conviventi alla data di inizio dei lavori o, se antecedente, al momento del sostenimento delle spese.
L’incentivo vale anche per gli interventi su un immobile diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può svolgersi la convivenza, mentre non spetta al familiare su immobili locati o concessi in comodato.

3. Gli edifici devono essere esistenti o si parla anche di nuove costruzioni?

Per accedere al Superbonus, l’intervento deve riguardare edifici o unità immobiliari esistenti. Gli interventi realizzati in fase di nuova costruzione sono agevolati solo nel caso di installazione di impianti fotovoltaici. L’agevolazione spetta anche a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della ristrutturazione edilizia.

4. Come calcolare l’importo detraibile?

L’importo da portare in detrazione è calcolato come il valore minimo tra:

  • costo totale dell’intervento
  • costo massimo ammissibile (come definiti nelle tabelle del Decreto)

L’importo massimo di detrazione spettante si riferisce ai singoli interventi agevolabili e deve intendersi riferito all’edificio unifamiliare o all’unità immobiliare funzionalmente indipendente oggetto dell’intervento ed andrà quindi suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell’immobile che partecipano alla spesa in ragione dell’onere da ciascuno effettivamente sostenuto e documentato.

Nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa detraibile sarà costituito
dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

L’agevolazione del 110% si allarga fino a comprendere alcune spese accessorie agli interventi che beneficiano del Superbonus, purché effettivamente realizzati. Si tratta, ad esempio, dei costi per i materiali, la progettazione e le altre spese professionali connesse (perizie e sopralluoghi, spese preliminari di progettazione e ispezione e prospezione).

5. Il valore da portare in detrazione comprende l’IVA?

La detrazione si applica sul valore totale della fattura, al lordo del pagamento dell’IVA.

6. Come si può utilizzare l’opzione dello sconto in fattura/cessione del credito?

In alternativa alla detrazione è possibile optare per:

  • un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi, d’intesa con i fornitori stessi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante;
  • la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. L’esercizio dell’opzione, sia per gli interventi eseguiti sulle unità immobiliari, sia per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici, è comunicato all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello denominato “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica”. La comunicazione è inviata esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle entrate dal 15 ottobre 2020 e deve essere inviata entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione. I cessionari e i fornitori utilizzano i crediti d’imposta esclusivamente in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite dal beneficiario originario. Il credito d’imposta è fruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione. In alternativa all’utilizzo diretto, a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione, i cessionari e i fornitori possono cedere i crediti d’imposta ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione.

7. Un soggetto incapiente può richiedere lo sconto in
fattura/cessione del credito?

Sì, il contribuente incapiente può optare per il cosiddetto sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione stessa.

Fonte: Solare B2B

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