Transizione 5.0: cosa prevede il decreto attuativo?

Transizione 5.0: cosa prevede il decreto attuativo?

Transizione 5.0- cosa prevede il decreto attuativo - 4 energy


L’attesa per le regole operative di Transizione 5.0 sembra avvicinarsi al termine. È stata diffusa una bozza del decreto attuativo della misura PNRR, la quale, pur non essendo ufficiale né definitiva, definisce aspetti importanti della misura.

Scadenze e date da ricordare per il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è valido dal 1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. Ecco le principali date da tenere a mente:

  • Primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare i beni in oggetto deve essere successivo al 1° gennaio 2024
  • Per i beni trainanti, ovvero gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali (beni trainanti) vigono le regole dell’articolo 109 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
  • Per i beni trainati, ovvero le rinnovabili, vale la fine dei lavori
  • Per la formazione (investimento trainat) ha valenza la data dell’attestato finale
  • Comunicazione ex post dovrà essere invitata entro il 28 febbraio 2026

Incentivi per impianti fotovoltaici

Nel contesto delle energie rinnovabili, il decreto specifica le spese ammissibili all’incentivo. Esse includono, oltre ai moduli fotovoltaici e ai sistemi di accumulo, anche i servizi ausiliari e i trasformatori.

Nello specifico, i gruppi di generazione dell’energia elettrica, servizi ausiliari di impianto, trasformatori situati a monte dei punti di connessione alla rete elettrica. Ma non solo, anche i misuratori di energia elettrica essenziali per la produzione energetica, nonché gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.

Dimensionamento e tetti di spesa per il Piano Transizione 5.0

La producibilità massima attesa degli impianti Fer, al netto dei consumi dei servizi ausiliari, non deve superare il 5% del fabbisogno energetico della struttura produttiva. Questo dato viene determinato come somma dei consumi medi annui nell’esercizio precedente alla data di avvio del progetto di innovazione. In particolare, si considerano i consumi di energia elettrica e gli eventuali consumi equivalenti. Questi consigli vengono associati all’uso diretto di energia termica e/o di combustibili utilizzati per la produzione di energia termica ad uso della struttura produttiva. 

I costi massimi ammissibili si dividono in:

  • Storage: massimo 900 €/kWh
  • Fotovoltaico: da 780 a 1.170 €/kW, a seconda della taglia

Guarda la tabella con i limiti di costo di investimento per ciascuna fonte:

Moduli e registro

Solo i moduli fotovoltaici iscritti al registro dell’articolo 12 del dl 181/2023 sono incentivabili. Questi devono rispondere a specifici requisiti tecnici e territoriali di cui al comma 1, lettere a), b) e c) del medesimo articolo. Nello specifico, i moduli delle lettere b) e c) possono contribuire al calcolo del credito d’imposta in misura del 120% e 140% del loro costo. 

Nelle more del registro i moduli agevolabili sono individuati sulla base di “apposita attestazione rilasciata dal produttore comprovante il rispetto dei requisiti di carattere tecnico e territoriale di cui al comma 1, lettere a), b) e c) del medesimo articolo 12”.

Obbligo di acconto per il Piano Transizione 5.0

Una novità importante è la reintroduzione (era stato eliminato nella prima conversione) dell’obbligo di versamento di un acconto. Questo acconto deve essere del 20% sugli investimenti, accompagnato da tetti massimi di spesa per fotovoltaico e accumuli.

Ecco l’Iter per l’ottenimento del credito

Per ottenere il beneficio del credito d’imposta, l’impresa deve seguire una serie di passaggi chiave.

L’impresa deve inviare al GSE una comunicazione preventiva all’inizio del progetto di innovazione. Questa comunicazione deve includere tutte le informazioni essenziali per identificare il beneficiario e il progetto. Ad esempio: le date d’inizio e di completamento, gli investimenti che possono beneficiare di agevolazioni, l’ammontare stimato del credito d’imposta, oltre alla necessaria certificazione ex ante.

Entro cinque giorni, il GSE verifica la correttezza e la completezza dei dati e informa l’impresa dell’importo del credito d’imposta riservato. Questo sempre entro i limiti delle risorse disponibili. Se emergono carenze o errori nei dati o nei documenti, il GSE richiede integrazioni entro dieci giorni. Se adeguatamente risolti, conferma l’importo del credito d’imposta riservato entro altri cinque giorni.

Dopo la conferma della prenotazione del credito, l’impresa è tenuta a inviare aggiornamenti periodici sull’avanzamento del progetto. Il primo aggiornamento deve essere inviato entro trenta giorni dalla notifica dell’importo del credito d’imposta prenotato. Inoltre, deve comunicare di aver coperto almeno il 20% del costo di acquisizione dei beni.

Una seconda comunicazione deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2024 per confermare il pagamento di almeno il 50% del costo di acquisizione. Ciò assicura che il progetto si inserisca nel plafond del 2024 se dovesse concludersi entro il 30 aprile 2025.

Il GSE, ricevuti gli aggiornamenti periodici, verifica entro cinque giorni la correttezza dei dati e la completezza della documentazione. In seguito conferma l’importo del credito d’imposta prenotato, altrimenti, se necessario, un nuovo importo ridotto. In caso di errori o documenti incompleti, l’ente richiede correzioni che devono essere fornite entro dieci giorni. 

Una volta completato il progetto di innovazione, e comunque non oltre il 28 febbraio 2026, l’impresa deve inviare una comunicazione finale. Nella comunicazione devono esserci tutti i dettagli necessari per identificare il progetto completato. Deve essere compresa la data di effettivo completamento, l’ammontare degli investimenti ammissibili e l’importo del credito d’imposta, insieme ad ulteriori certificazioni.

Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione finale, il GSE verifica i dati e la documentazione. In seguito, comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta utilizzabile in compensazione, che non deve superare l’importo prenotato. Se emergono errori o mancanze, sono richieste integrazioni supplementari.

Decorsi altri dieci giorni, il credito d’imposta diventa utilizzabile, esclusivamente in compensazione, immediatamente o a rate fino al 31 dicembre 2025. L’importo non utilizzato entro questa data deve essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

Se le comunicazioni o le integrazioni necessarie non vengono inviate nei termini stabiliti, la procedura per l’ottenimento del credito d’imposta non si completa.

Infine, come già menzionato, la comunicazione preventiva può essere inviata solo per le strutture produttive. Queste strutture non devono avere altri progetti di innovazione in corso e devono già aver completato progetti precedenti con credito d’imposta già comunicato dal GSE.

La regola è una pratica alla volta.

Tempistiche per il Piano Transizione 5.0

Il MIMIT ha avviato il concerto tra i ministeri sul provvedimento, previsto in arrivo entro fine mese, che sarà seguito da una circolare operativa.

Per maggiori dettagli leggi il nostro ultimo approfondimento “Piano Transizione 5.0: un’analisi approfondita per le aziende“.

0 Comments

leave a comment